Umberto Bossi
Sono disponibili borse di studio per partecipare a Wikimania 2010. Presenta la tua domanda ora!
[Riduci]
[Dai una mano con le traduzioni!]
 

Umberto Bossi

Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Umberto Bossi
Umberto Bossi
Luogo nascita Cassano Magnago (VA) Bandiera dell'Italia
Data nascita 19 settembre 1941
Luogo morte {{{luogo_morte}}}
Data morte {{{data_morte}}}
Titolo di studio diploma di specializzazione in elettronica applicata alla medicina
Professione Politico
Partito Lega Nord
Legislatura XI, XII, XIII, XIV, XVI
Gruppo Lega Nord Padania
Coalizione PdL-LN-MpA
Circoscrizione IV Lombardia 2 (XIII); III (Lombardia 1) (XIV, XVI)
   
   
   
   
   
   
 
 
 

Umberto Bossi (Cassano Magnago, 19 settembre 1941) è un politico italiano, già senatore della Repubblica ed europarlamentare, ora deputato della Repubblica, fondatore e leader del movimento politico Lega Nord, attualmente Ministro delle Riforme per il Federalismo.

È stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987 (X legislatura), fatto per il quale ancora oggi è soprannominato, con voce lombarda, il Senatùr. Dal 1992 al 2001 ha ricoperto per quattro volte la carica di deputato (XI, XII, XIII e XIV legislatura) e per altrettante quella di parlamentare europeo.

È entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione nel Governo Berlusconi II.

Biografia

Nasce da Ambrogio e Ida Valentina Mauri. Il padre era operaio, la madre portinaia.

Gli anni giovanili

L'esperienza discografica
Umberto Bossi a vent'anni, nel 1961.

Umberto Bossi ebbe una breve carriera come cantante, con il nome d'arte di Donato. Accompagnato dall'orchestra di D.U. Mazzucchelli incise un disco 45 giri (edizioni Caruso) con le canzoni "Ebbro (genere: boogie woogie)" e "Sconforto (genere: rock-slow)", firmando anche i testi.

Nel 1961 Bossi partecipò, insieme al suo complesso, al Festival di Castrocaro. Bossi è stato anche autore di poesie in dialetto. Una di queste, Scioperu in dur baset (Sciopero alla Bassetti), fu pubblicata nel gennaio 1982 su "Ut bartavèll", rivista politico-culturale varesina

Per aiutare la famiglia, deve lasciare la scuola per andare a lavorare: trova un impiego all'ACI di Varese. In quegli anni ottiene il diploma di perito tecnico elettronico presso la scuola per corrispondenza «Radio Elettra». Cambia mestiere più volte: «Ho fatto l'operaio, il perito tecnico, ho lavorato nell'informatica, ho studiato medicina a Pavia, ho insegnato matematica e fisica». 

Esistono diverse testimonianze della militanza a sinistra di Umberto Bossi negli anni giovanili, anche se non fu un sessantottino. Sul movimento studentesco scrisse: "Ha distrutto il radicamento nel territorio, nel gruppo sociale, tra i figli". Nei primi anni settanta ha militato in rapida successione: nel gruppo comunista de il manifesto, nel partito di estrema sinistra PdUP, nell’associazione dei lavoratori cattolici di sinistra Arci e nei Verdi».

Per alcuni mesi fra il 1974 e 1975 Bossi fu impegnato in un'iniziativa di solidarietà del Partito Comunista Italiano di Verghera, frazione di Samarate (VA); partecipò all'organizzazione di un'esposizione di quadri per una raccolta fondi a sostegno dei dissidenti di Augusto Pinochet, il generale cileno che aveva instaurato nel Paese una dittatura militare. Gli venne data la tessera della sezione locale.

In questo periodo conosce Gigliola Guidali, di Gallarate. I due si sposano il 31 agosto 1975. Bossi ha 34 anni e non ha, al momento, un lavoro fisso. È iscritto all'università nella Facoltà di medicina a Pavia.

Gli inizi dell'impegno in politica

Il suo incontro con le idee autonomiste e federaliste avviene per caso, nel 1979: un giorno, entrando in facoltà a Pavia, nota un avviso dell'Union Valdôtaine, movimento autonomista della Valle d'Aosta. Conosce il leader Bruno Salvadori. Bossi decide immediatamente di unirsi alla sua causa: «Mi misi con lui a fare il giornale, però non avevo ancora deciso di dedicarmi solo al federalismo». L’8 giugno 1980 Salvadori muore in un incidente automobilistico, lasciando Bossi a ripianare da solo i debiti del giornale. «Mi mancava qualche esame alla laurea, ma decisi di buttare tutta la mia vita per togliermi quel chiodo».

Nel 1980 Bossi fonda un gruppo che chiama «Unione Nord Occidentale Lombarda per l'Autonomia» mentre due anni dopo crea assieme ai varesini Roberto Maroni e Giuseppe Leoni la «Lega Autonomista Lombarda» (Unolpa), di cui viene eletto segretario nazionale.

Nel 1979 i coniugi Bossi hanno avuto un figlio, Riccardo. La moglie dà al marito un ultimatum: un lavoro fisso è necessario per portare avanti la famiglia. Nel 1982, Gigliola Guidali chiede e ottiene la separazione. Al marito mancano infatti 11 esami.

Per diffondere le idee autonomiste Bossi crea un giornale, che nasce con il nome Lombardia Autonomista. Il primo numero esce nel marzo 1982 come supplemento di "Rinascita Piemontese". Bossi si presenta alle elezioni politiche del 1983 in alcune circoscrizioni della Lombardia insieme ad altri autonomisti sotto il simbolo della Lista per Trieste, senza essere eletto (nella circoscrizione Varese-Como-Sondrio ottiene 157 preferenze: «Sapevo che lo facevo solo per portare la valigia e fare esperienza.»).

Il 12 aprile 1984 Bossi fonda la Lega Lombarda. Firmano l'atto di fondazione, davanti a un notaio di Varese: Umberto Bossi («di professione editore»), la sua compagna Manuela Marrone, Giuseppe Leoni, Marino Moroni ed Enrico Sogliano. La neonata formazione partecipa alle elezioni europee che si tengono in quell'anno in alleanza con Liga veneta e Movimento Piemont. Bossi ottiene 1.630 preferenze. Alle elezioni amministrative del 1985 la Lega elegge i primi rappresentanti nei comuni di Varese e Gallarate e nella provincia di Varese. Non ha successo invece alle elezioni regionali. Alle elezioni politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta senatore.

La Lega Nord

Alla fine degli anni ottanta, visto anche il progressivo successo della Lega a livello regionale, porta avanti il suo progetto politico di unire i vari movimenti politici autonomisti dell'Italia settentrionale (Lega Lombarda, Liga Veneta, Arnassita Piemonteisa, Partito Popolare Trentino Tirolese, Union Ligure, Lega Padana Emilia, Alleanza Toscana), tradottosi quindi nella fondazione dell'Alleanza Nord, divenuta poi Lega Nord, di cui è stato nominato Segretario federale durante uno dei raduni di Pontida (BG), chiamate dal partito "Giuramenti" a ricordo del più celebre Giuramento di Pontida tenutosi nel 1167 presso la locale Abbazia di San Giacomo fra le venti città della Lega Lombarda storica.

Alle elezioni politiche del 1992 Bossi viene rieletto, questa volta alla Camera, con 240.523 preferenze, una delle cifre più alte di tutta Italia. Il 1992 è anche l'anno in cui esplode Tangentopoli, un evento epocale che vede Bossi inizialmente fra i più convinti sostenitori del "pool di Milano", cioè dei magistrati della Procura meneghina intenti ad indagare sui fenomeni di corruzione. Ma anche il Senatùr in persona e la sua Lega vengono coinvolti nel 1993 per una questione legata a un finanziamento illecito di duecento milioni di lire, ricevuti dagli allora dirigenti del colosso chimico Montedison. Fino ad allora Bossi sostenne la linea del Pool di Milano, partecipando a una manifestazione con MSI, PDS e Verdi. Emblematica fu, alla Camera dei deputati, l'agitazione di una corda a forma di cappio da parte di Luca Leoni Orsenigo.

Il 5 gennaio 1994, al processo Enimont, Bossi ammette il finanziamento illecito tramite una tangente ricevuta dalla Montedison. Viene condannato successivamente in via definitiva dalla Cassazione a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.

L'Alleanza con Forza Italia

Nello stesso anno crea al Nord con Forza Italia (partito politico fondato nel 1994 dall'imprenditore milanese Silvio Berlusconi) la coalizione elettorale denominata Polo delle Libertà, che assieme ad Alleanza Nazionale vince le elezioni e governa il paese sino al 22 dicembre 1994. In quell'occasione Bossi stacca il suo partito dalla coalizione presentando una mozione di sfiducia contro il primo governo Berlusconi (attuando il cosiddetto ribaltone).

A questa azione segue una dura presa di posizione contro l'ex capo del governo Silvio Berlusconi, che dalle pagine della Padania, viene più volte accusato di collusione con la mafia: «La Fininvest è nata da Cosa Nostra», in un articolo pubblicato sull'organo ufficiale della Lega Nord il 27 ottobre del 1998.

La fase secessionista

Il 15 settembre 1996, forte del consenso elettorale ottenuto dalla Lega pari al 10,8% a livello nazionale (30% in Veneto, 25% in Lombardia, 20% in Piemonte), radicalizzando la propria politica, annuncia di voler perseguire il progetto della secessione delle regioni dell'Italia settentrionale (indipendenza della Padania). A tal fine organizza una manifestazione lungo il fiume Po, partendo dalla sua sorgente in Piemonte ed arrivando a Venezia, in Riva degli Schiavoni, dove dopo aver ammainato la bandiera tricolore italiana, fa issare quella col Sole delle Alpi verde in campo bianco, e proclama provocatoriamente l'indipendenza della Repubblica Federale della Padania leggendo una dichiarazione che affermava «Noi Popoli della Padania, solennemente proclamiamo: la Padania è una Repubblica federale, indipendente e sovrana...».

Nello stesso periodo crea un'assise politica a Mantova denominata Parlamento del Nord (e successivamente Parlamento della Padania) e l'anno successivo porta oltre 6 milioni di persone (cifra dichiarata da organi leghisti) a votare sotto i gazebo per il primo Governo della Padania. Durante questa fase, ritenendo opportuno dar voce e spazio alla cultura padana, fonda alcuni mezzi di comunicazione, come il quotidiano La Padania, Radio Padania e TelePadania. Attualmente ricopre l'incarico di direttore politico del quotidiano.

All'opposizione durante il governo di centro-sinistra (Prodi 1996-98; D'Alema I e bis 1998-2000 e Amato 2000-2001), riallaccia i rapporti col Polo di centro-destra in occasione delle elezioni regionali del 2000, costituendo l'anno successivo una nuova coalizione chiamata Casa delle Libertà, vittoriosa alle elezioni del 13 maggio (nella parte proporzionale passa però dal 10% al 3,9%). Dal 2001 al 2004 ricopre l'incarico di Ministro per le Riforme e alla Devolution.

La malattia e il rientro in politica

Umberto Bossi (al centro) nel 2005 al rientro dopo la malattia, parla a un incontro del Movimento Giovani Padani con lui Giancarlo Giorgetti e Rosi Mauro

La mattina dell'11 marzo 2004 è ricoverato in ospedale in gravi condizioni, colpito da un ictus cerebrale; la riabilitazione lo ha costretto ad una lunga degenza ospedaliera in Svizzera e ad una faticosa convalescenza, poi conseguentemente a una lunga interruzione dell'attività politica. Gli sono vicini la moglie Manuela e i figli, la segretaria del Sindacato Padano Rosy Mauro, l'allora Presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni.

Nonostante le condizioni di salute (la malattia gli ha lasciato un braccio indebolito, difficoltà a camminare e parlare da cui si è successivamente ripreso, anche se non completamente) è candidato come capolista al Parlamento europeo alle elezioni di giugno, risultando eletto nelle due circoscrizioni del nord, con circa 285.000 voti. Per il seggio di Strasburgo ha lasciato la carica di deputato italiano.

Lo si rivedrà solo il 19 settembre nella sua casa a Gemonio e tornerà in pubblico gradualmente prima partecipando il 28 febbraio 2005 nella sede della Lega in via Bellerio a Milano all'inaugurazione dell'asilo nido interno, poi il 6 marzo tiene il suo primo comizio dopo l'ictus nella casa dell'esilio di Carlo Cattaneo a Castagnola, quindi il 19 giugno 2005 è in uno dei tradizionali raduni di Pontida, ma solo dal 15 novembre ritornerà a far politica a Roma ripresentandosi al Senato.

Alla manifestazione di Castagnola (che ha fatto discutere nell'ambiente ticinese) prende parte anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti (legato a Bossi da un patto di leale collaborazione chiamato dai media «asse del Nord»), il ministro Roberto Calderoli, il Ministro della Giustizia Roberto Castelli, il Ministro del Lavoro e politiche sociali Roberto Maroni e una delegazione della Lega dei Ticinesi, movimento politico localista ad ispirazione cantonale elvetico guidato dall'imprenditore luganese Giuliano Bignasca. Bossi parlerà tre volte per un totale di 15 minuti. Alla fine del comizio un gruppo di militanti leghisti venuti in trasferta per sentire il senatùr ha iniziato a cantare: "E noi siamo padani, abbiamo un sogno nel cuore: bruciare il tricolore" registrato dalla radio svizzera.

Nella primavera 2006, in occasione delle elezioni politiche, interviene personalmente a comizi e incontri pubblici a sostegno dei candidati leghisti al Parlamento e alle successive elezioni amministrative. Eletto deputato quale capolista della Lega Nord Padania-Movimento per l'Autonomia, rifiuta il posto per rimanere al Parlamento europeo.

Militanti leghisti al raduno di Pontida nel giugno 2007
Bossi e la dirigenza leghista sul palco della manifestazione tenutasi in Piazza del Duomo a Milano il 17 dicembre 2007

Manifestazioni leghiste recenti

Il 17 settembre del 2006, in occasione del decennale della dichiarazione d'indipendenza della Padania, dal palco galleggiante in Riva degli Schiavoni a Venezia, lancia l'idea di riaprire il Parlamento del Nord, quale punto di contatto fra il cittadino e le istituzioni centrali, e della necessità di un rinnovamento della classe dirigente leghista nella direzione dei giovani.

Il 2 febbraio del 2007 partecipa ai lavori di riapertura del Parlamento del Nord a Vicenza. L'assise padana è tornata a riunirsi mensilmente nella città veneta. Verso la fine dell'agosto 2007, è tornato a far parlare di sé a causa di una esternazione relativa alla protesta fiscale da lui stesso ideata per far cadere il governo Prodi, affermando: "C'è sempre una prima volta per prendere in mano i fucili", ma anche: "Se la Lombardia non paga, l'Italia muore in 5 giorni".

Il 5 gennaio del 2008, Bossi coglie l'occasione d'incontrare il presidente cantonale della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca, dopo una visita al cardiocentro di Lugano, al fine di discutere delle problematiche politiche dell'area insubre. La riunione si tiene presso il Grott dal Prévat di Bosco Luganese. Alla riunione partecipano anche il Consigliere di Stato ticinese Marco Borradori ed il deputato Norman Gobbi. Per la Lega Nord è presente il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni.

Si parla soprattutto di trasporti ed in particolare del prolungamento della NTFA oltre la frontiera e dei progetti per l'aeroporto lombardo della Malpensa. Gli Svizzeri decidono di partecipare con una delegazione della loro Lega alla manifestazione federale dei Lumbard programmata per il 10 febbraio contra la possibilità di declassamento dell'aeroporto e la vendita dell'Alitalia alla compagnia di bandiera francese Air France.

Il 20 luglio 2008, parlando al congresso della Liga Veneta a Padova, citando una traccia dell'inno di Mameli - dove si dice Ché schiava di Roma - punta a tal proposito il dito medio esprimendo il suo dissenso alla schiavitù della Padania. Inoltre, in riferimento anche alla bocciatura del figlio Renzo agli esami di maturità per il secondo anno consecutivo, esorta ad una riforma scolastica, da fare dopo quella federalista, dove non sia previsto l'insegnamento da "Gente (gli insegnanti) non dal nord", accusata di "martoriare" gli studenti settentrionali.

Il 13 settembre 2009 a Venezia, durante la festa dei popoli padani, annuale festa della Lega Nord, durante il comizio davanti a decine di migliaia di militanti, sostenitori e simpatizzanti, dice: "il federalismo non basta più, la Padania un giorno sarà uno stato libero, indipendente e sovrano; saremo liberi con le buone o con le meno buone. I padani non hanno paura del carcere per ottenere la loro libertà!"

Procedimenti giudiziari

Il 5 gennaio 1994, al processo ENIMONT Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell'amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama della Montedison. Dopo aver restituito integralmente la somma di 200 milioni di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, e dopo l'allontanamento dal partito di Patelli, è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.

Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase "Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo", nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, "Il tricolore lo metta al cesso, signora", nonché di aver chiosato "Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore".

Per la prima affermazione, Bossi è stato condannato il 23 maggio 2001 ad un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena; il 15 giugno 2007 la Prima sezione penale della Cassazione, respingendo il ricorso presentato dalla difesa, lo ha condannato in via definitiva. Per il secondo evento si è ricorso alla Camera, nel gennaio 2002, che non ha concesso l'autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi (allora ministro delle Riforme) per l'accusa di vilipendio alla bandiera, ma la Consulta ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare, nella sentenza 249 del 28 giugno 2006.

All'inizio del 2006 la pena prevista per il reato di opinione è stata modificata, dall'originaria detentiva (che prevedeva fino a tre anni di reclusione), ad una pecuniaria (multa fino al massimo di 5000 euro). Bossi ha chiesto poi che anche la multa gli venisse tolta, in quanto europarlamentare, ma la Cassazione ha rigettato il ricorso confermando la condanna a pagare 3000 euro di multa.

Vita privata

Dalla prima moglie Gigliola Guidali, sposata nel 1975, ha avuto il primogenito Riccardo. È attualmente sposato con Manuela Marrone, di origini siciliane, cofondatrice della Lega Lombarda, dalla quale ha avuto tre figli: Eridano Sirio, Roberto Libertà e Renzo.

Il fratello Franco Bossi ha lavorato dal 2004 al 2009 come assistente parlamentare dell'eurodeputato leghista Matteo Salvini.

Riccardo Bossi (1981) è stato ugualmente dal 2004 al 2009 assistente parlamentare dell'eurodeputato leghista Francesco Speroni.

 

 
SITO WEB CHIUSO
Pubblicitá
 
 
Dall'apertura iniziale del sito (12/11/2008), ci sono stati: 28549 visitatori
=> Vuoi anche tu una pagina web gratis? Clicca qui! <=